Pneumatici dispersi nell’ambiente, come segnalarli

I rifiuti abbandonati nell’ambiente inquinano. Non fanno eccezione gli pneumatici. Quante volte li vediamo sui terreni, sul ciglio delle strade o addirittura in spiaggia? Comportamenti incivili che danneggiano l’ecosistema e l’economia; se se lasciati sui terreni e in mare impiegheranno centinaia di anni per degradarsi, invece, se gestiti in modo corretto, cioè avviati a recupero, sono riciclabili al 100%. Ad esempio, triturandoli si ottiene il “granulato di gomma”, un materiale riutilizzabile per fondi stradali, superfici sportive, isolamento o arredo urbano.

In Italia è attivo il progetto PFU ZERO nato per individuare e mappare i depositi di penumatici abbandonati, di grandi e piccole dimensioni. Grazie al database realizzato sarà più semplice intervenire per rimuovere definitivamente i depositi selvaggi e avviare i rifiuti al corretto trattamento e recupero. Inoltre, le attività di sensibilizzazione che accompagnano gli interventi PFU Zero aiutano a diffondere la cultura del corretto recupero, sensibilizzando i cittadini e riducendo il rischio di abbandono indiscriminato nell’ambiente.

EcoTyre – il Consorzio che si occupa delle attività di raccolta, riciclo e valorizzazione degli pneumatici fuori uso – aderisce in forma gratuita alle raccolte senza oneri per le Amministrazioni locali. Basta segnale il deposito (anche in acqua) collegandosi al sito internet http://www.pfuzero.ecotyre.it: EcoTyre valuterà ogni segnalazione, coordinandosi con gli enti locali per gli interventi, che sono free.

Ad esempio, oggi 8 giugno in occasione del World Oceans Day, l’associazione Marevivo e il Consorzio EcoTyre sono intervenuti a Gaeta con PFU Zero e i subacquei della Royal Nautica, in collaborazione con Gaeta Scuba Diving e Nautica Ciaramaglia Diving, hanno prelevato dai fondali del porto più di 1.500 kg di gomme giunte a fine vita, che saranno trasportate presso gli impianti di trattamento così da essere correttamente gestite.

 

Anna Simone

 

 

 

 

Inquinamento dell’aria dentro casa, i consigli per ridurlo

A volte lo dimentichiamo, ma l’inquinamento dentro casa è più dannoso che mai. Non a caso l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un breve opuscolo “L’aria della nostra casa, come migliorarla?” dove suggerisce poche regole per aiutarci a difendere dagli agenti inquinanti. Pensiamo al fumo di sigaretta, agli incensi, alle candele, ai detersivi, ai deodoranti per ambiente e così via, tutti prodotti inquinanti nella maggior parte dei casi.
incense-stick-inquinamento-indoorSe non provvediamo a un corretto ricambio d’aria si possono accumulare nelle stanze di casa le sostanze pericolose che derivano da diverse sorgenti, come i composti organici volatici (ad esempio, da naftalina usata negli armadi), acidi e basi (in primis, da candeggina e ammoniaca), polveri, prodotti da combustioni (NOx e CO), umidità, muffe e acari. Un disastro!

Che fare?
Per la pulizia è bene usare aceto di vino bianco e bicarbonato di sodio
. Quando ricorriamo ai detersivi ricordiamoci di non miscelare mai i detersivi e di leggere con attenzione le etichette dei prodotti. Continua a leggere “Inquinamento dell’aria dentro casa, i consigli per ridurlo”

Inquinamento da pm10, in Irlanda misurano la qualità dell’aria in tempo reale

Non è difficile, in campo ambientale basta prendere spunto da chi fa meglio, se necessario anche copiare di sana pianta è ammesso! In Irlanda hanno fatto partire l’Air Quality Index for Health che mostra i livelli di qualità dell’aria in tempo reale su tutto il territorio nazionale. Ovviamente i valori con i relativi paramenti di riferimento “good, fair, poor and very poor” sono consultabili online tramite un sito internet che funziona a dovere.

dublino

Ho vissuto a Dublino per qualche anno (sembra una vita fa!) e se non mi mancano le cucine senza finestre con i fornelli esclusivamente elettrici (vallo a preparare un ragù sulle piastre elettriche!), i cibi poco digeribili, i bagni con la moquette e senza prese elettriche, invece, sento la mancanza della gentilezza degli irlandesi, della loro disponibilità a semplificarti la vita e della loro sensibilità ambientale. Già nel 2005 i supermercati, ad esempio, per disincentivare l’uso delle buste usa e getta in plastica le facevano pagare 20 centesimi di euro. Continua a leggere “Inquinamento da pm10, in Irlanda misurano la qualità dell’aria in tempo reale”

Lo spauracchio degli inquinanti suv cinesi

suv cinesi

Credevamo di svoltare con le macchine verdi ma forse ci sbagliavamo. Consumano, inquinano e costano sempre meno, certo. Tuttavia pochi avevano considerato il motore del gigante giallo.

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Non mettere il pelato nel cassonetto

passata di pomodoro

Vasetti e bottiglie con passata di pomodoro dentro buste per l’immondizia. Questo lo scenario che ho trovato vicino un cassonetto per l’indifferenziato del mio paese, dove non si fa la separazione dei rifiuti. Non ho ancora inteso come faranno a rispettare l’obiettivo della Normativa che impone di raggiungere un 65 per cento di raccolta differenziata entro il 31 dicembre del 2012, se i cittadini pensano di poter buttare qualunque cosa. Questione di ignoranza o di buon senso?

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